Sapori di montagna

Sapori di montagna

Gastronomia in montagna ed in Val di Fassa

Sapori autentici, prodotti genuini e ricette tradizionali: ecco gli ingredienti della cucina di montagna a Vigo di Fassa ed in Val di Fassa. Fedele alla tradizione ladina, ma spesso rivisitata grazie al tocco personale ed alla fantasia degli chef locali. Sapori semplici che esaltano gli ingredienti del territorio: in primis i formaggi, come il gustoso Chèr de Fascia (o Cuor di Fassa) o il più delicato Dolomiti, che ben si abbinano ai mieli di millefiori d’alta montagna o al pregiato miele di rododendro; lo speck (anche cotto!), le lucaniche affumicate e gli insaccati di selvaggina, solitamente accompagnati da pane di segale; patate, cavoli e verdure dell’orto…

Ma cosa provare fra le tante ricette?

Sicuramente i canederli: pietanza povera d’origine austriaca, interpretata secondo il gusto locale: con speck, formaggio, ricotta o anche fegato, da consumare sia in brodo che asciutti, serviti con burro fuso ed una spolverata di Trentingrana.

Altra pietanza della tradizione è la polenta, accompagnata dalla pria de manz (spezzatino di manzo) oppure con selvaggina, funghi, formaggio fuso e crauti. Ma non dimenticate di provare anche la zuppa d’orzo, gli spätzle o i ciajoncìe.

E per i più golosi? Non mancano certo i dolci: impossibile, una volta assaggiate, dimenticarsi delle fortae, una delicata pastella dolce fritta e servita con confettura di mirtilli rossi; ma anche dei grafòns, dolce tipico di Carnevale.

Quindi… lasciatevi coccolare dalla cucina e dall’ospitalità ladina, assaggiate i piatti della tradizione che troverete nei rifugi in quota, nelle baite e nelle malghe, nei ristoranti del centro paese oppure nei numerosi eventi che animano Vigo, come il Banchetto di Re Laurino o Entorn Vich.

Visitate anche il sito dedicato alla cucina di montagna Dolomiti e Tipica: FassaFood

E per cominciare a farvi venire l’acquolina in bocca… ecco un’antica ricetta della tradizione ladina:

CIAJONCÌE DA CLOZEGN

I Ciajoncìe sono uno dei nostri piatti più tradizionali. Sono dei ravioli piuttosto grandi, a forma di mezzaluna, e venivano consumati specialmente alla domenica o in occasione delle feste. Ordinariamente erano preparati con un ripieno di erbe selvatiche (Ciajoncìe da vert); soltanto nelle occasioni più importanti ci si poteva concedere un ripieno più pregiato dal sapore dolciastro, di fichi o pere essiccati, come nella versione che vi proponiamo…

Ingredienti (per 6 persone):

  • 200g di farina di segale
  • 300g di farina di grano
  • 3 uova
  • un cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • acqua e sale q.b.

inoltre per il ripieno:

  • 2 etti e ½ di pere essiccate
  • 2 patate
  • poco pane di segale raffermo
  • burro
  • Trentingrana
  • semi di papavero e cannella in polvere
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

  • Impastare la farina di segale e quella di grano con l’uovo e l’olio; aggiungere l’acqua, in cui avrete precedentemente sciolto il sale, fino a raggiungere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciar riposare l’impasto per un’ora.
  • Per il ripieno, fate ammollare nell’acqua le pere e sbollentatele assieme ad alcune patate sbucciate. Scolate e passate al tritacarne, unendo al ripieno qualche pezzo di pane di segale raffermo per ottenere un impasto asciutto e consistente. Aggiungete a piacere un pizzico di cannella.
  • Tirate la pasta sottile, tagliatela a quadrati piuttosto grandi e ponete al centro di ciascuno un cucchiaino di ripieno; richiudete quindi formando i ravioli e sigillando bene i bordi.
  • Portate a bollore l’acqua salata ed immergetevi per cinque minuti i cajoncìe. Scolateli e condite con burro fuso, Trentingrana e una spolverata di semi di papavero.

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